Rileggere ciò che si scrive: perché è così importante

Perché è tanto importante rileggere con attenzione ciò che si scrive? 

Si tratti di un’email, di un post, di un articolo, di un report, di un business plan, di un curriculum vitae, di una lettera di presentazione. Poco cambia: i destinatari ci leggono, a loro volta con attenzione. E si fanno un’idea precisa su di noi.

Come professionisti veniamo soppesati anche per come scriviamo.

Lungi (non necessariamente!) dal diventare novelli Carducci o Pascoli, credo che la cura dedicata alla comunicazione scritta contribuisca a distinguerci, a farci ricordare.

Il modo in cui si fa qualcosa è il modo in cui si fa tutto. 

C’è poi un altro aspetto, molto utilitaristico: “scripta manent”, le nostre righe restano e resteranno lì in bella mostra, sempre. Comprensive di eventuali errori, dimenticanze, refusi, frasi farraginose.
Per carità, non muore nessuno. Però non è il massimo della vita, onestamente.

Anche se richiede tempo e fatica, vale sempre la pena rileggere più volte quel che scriviamo, soprattutto se è importante. La posta in gioco vale lo sforzo.

“Siccome ho molta fretta, vado molto piano” (Napoleone Bonaparte)

PS il correttore automatico può essere insidioso.

Comunicare in modo efficace nel lavoro

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